Jun 16 2008
Viva la Vida
Sabato, con un giorno di ritardo rispetto al previsto (per colpa di qualcuno che prende altri impegni :P) sono riuscita a mettere le mie manine vogliose sull’ultimo album dei Colplay.
Sono ancora in fase di rodaggio, finora l’ho sentito solo tre volte, e sto cercando di dargli tempo. A un primo ascolto non mi aveva convinto al 100%, ma piano piano sta mettendo radici, e a ogni ascolto sono più soddisfatta, ci scopro cose nuove.
Rispetto agli album precedenti, lo stile è molto cambiato. Però non mi dispiace, se facessero sempre la stessa musica li troverei probabilmente noiosi. Inoltre detesto con tutta me stessa la gente che qualsiasi cosa nuova loro propongano, non sanno far altro che dire “eh però Parachutes era meglio” e simili. Su un forum leggevo che “Violet Hill è bella, però A rush of blood to the head se la mangia”; di grazia, vorrei sapere che c’azzeccano le due (con tutto che la succitata è al secondo posto della mia personale classifica).
Comunque, dicevo che lo stile è molto cambiato. Meno elettronica rispetto a X&Y, ma più sperimentazione e ispirazione ad altre culture (ispaniche, dicono loro, ma anche africane, pare a me). Sostanzialemente, però sono rimasti ragazzotti cresciuti a piano e chitarra.
Il disco è volutamente breve, ma contiene ben 13 brani. 3 infatti sono “tracce nascoste”, e solo una è dichiarata; per la cronaca, la traccia 5 che contiene Lovers in Japan e Reign of love. Yes divide il suo spazio con Chinese sleep chant, e Death and all his friends con Song for The Escapist. Magari è una cazzata, ma ’sta cosa la trovo geniale. La prima volta che ho ascoltato il disco non sapevo delle tracce nascoste, e non avendo la custodia sottomano continuavo a dirmi “ma non sono un po’ troppe?” XD
Un’altra cosa che ho apprezzato è lo scarso utilizzo del falsetto. Non che Chris non mi piaccia quando canta in falsetto, ma cavolo, ha una voce meravigliosa, è il caso di tirarla fuori!
Forse c’è meno falsetto perché l’album è generalmente più serio. Non ci sono canzoni “d’amore”, come possono essere Yellow o Fix you, ma non se ne sente la mancanza… Trovo che sia molto riflessivo. Si parla spesso di Dio, ma non sento da nessuna parte quel “lecchinaggio” di certi convertiti (soprattutto perché Chris Dio non lo riesce né a vedere né sentire). Anche le canzoni più allegre hanno un testo cupo, finora il mio preferito è quello di Viva la vida.
Questa è una prima impressione generale, più avanti (forse) scriverò anche qualcosa sulle singole tracce.

Eh.. io sto aspettando che la Royal Mail si decida a farmi arrivare il CD, e poi ti posso dire cosa ne penso. Ultimamente ho in loop Parachutes, spero di non rimanere troppo spiazzato.
Spero che non si sia stato troppo uno shock XD Per me è un ottimo album, più lo ascolto più me ne convinco. E siccome non conosco gli U2, non posso neanche fare confronti…
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